| |
La Voce dell'A.LP. - Numero 8 - Uomini dell'A.LP. di ieri e di oggi al comando - Direttore di macchina Luigi Gravano (Luigi Gravano)
|
Carissimi soci dell’A.LP. Come Vi avevo promesso, eccomi per cercare di descrivere, dopo il mio primo imbarco da Allievo di macchina, quello molto più importante, si dice, di Direttore di Macchina, titolo puramente onorifico, esistente solo per il bordo, dato che il vero titolo è quello di Capitano di Macchina, che si otteneva dopo 48 mesi di navigazione ed il superamento degli esami di patentino e di patente che, come difficoltà, si potevano assimilare a quello di Stato.
Oggi, esistono ancora gli esami, ma sono diminuiti i tempi di navigazione per conseguirli. Comunque il tutto è soggetto alle norme internazionali attuali della SOLAS (STCW).
Nel maggio 1967 sbarcai dalla M/N Maralunga, della Società Carboflotta, a Taranto, per passare, in prestito, caldeggiato da un Ingegnere del quale io avevo una grande stima, in qualità di D.M., alla Società EUROPA di Attilio Monti (Sarom di Ravenna e Mediterranea di Milazzo).
Vi dico subito che il passaggio fu molto meditato ed alla fine accettato, anche se rimanevano dei pensieri come: “qui lascio una famiglia nella quale ho vissuto 10 anni e nella quale ho trovato amici cari e veri. Di là cosa troverò?” Dato che era una nuova società con sede Milano, che aveva in costruzione, presso l’Italcantieri di Monfalcone (una) e di Sestri Ponente (due) Moto cisterne da 85.000 Ton di portata, che potete vedere nella foto allegata, qualche dubbio si poteva anche avere. Devo dire subito che mi sono trovato molto bene e come noi marittimi sappiamo, ho trovato persone con le quali ancora adesso siamo in contatto! Orbene, passiamo ora a descrivere il tempo da Giugno 1967 a Luglio 1968 data di partenza della terza unità sulla quale io imbarcai.
Due mesi a Winterthur, Svizzera, presso la Sulzer per un corso sui motori principali ed ausiliari, molto istruttivo ed interessante.
Sette mesi tra Trieste e Monfalcone alla sorveglianza costruzione dei tre motori presso la “Fabbrica Macchine Sant’Andrea” di Trieste ed a Monfalcone alla sorveglianza costruzione della prima nave, la MONICA R. Partecipai inoltre a vari corsi presso varie Ditte fornitrici degli impianti di automazione sistemati sulle navi che si fregiarono della prima notazione di classe IAQ-1 rilasciata dal RINA.
Quattro mesi a Sestri ponente alla sorveglianza dell’ANDREA LEOPOLDO. e della CLAUDIO R., nave sulla quale fui imbarcato, in qualità di Direttore di Macchina il giorno 8 Luglio 1968.
Premesso quanto sopra, eccomi imbarcato unitamente a tutto l’equipaggio, quello di coperta, scelto dal Comandante Luna e quello di Macchina, scelto da me.
Ultimate tutte le prove richieste sia dai Registri di classifica che dall’Armatore, consegnata la nave alla Compagnia, il giorno dopo partenza per Banias, in Siria per la prima caricazione!
Pensate il giorno prima durante le prove eravamo in circa 200 persone a bordo e la mattina dopo solo l’equipaggio ed due Tecnici, uno per i motori ed uno per l’impianto di automazione, una trentina di persone!
Diciamo che il mio stato d’animo era buono, sapevo di avere del personale qualificato e che ognuno sapeva quello che doveva fare.
Ma tuttavia nell’arco di dieci giorni dimagrii di circa 8 kg! Mi sentivo tranquillo ma forse senza rendermene conto, ero sempre teso anche perché fino al grado di 1° Uff. di macchina, in caso di emergenza, chiamavo il Direttore!
Ora in casi come quello a chi mi sarei rivolto? Ma certo, sarei andato davanti allo specchio e mi sarei detto: ed ora cosa facciamo?
Fortunatamente in tutti i casi che con il passare del tempo si presentavano e ve ne furono abbastanza, me la sono sempre cavata molto bene e questo me lo dissero i miei superiori ed il personale che era con me.
Ed ecco il primo aneddoto: il giorno dopo la partenza alle 07 di mattina, primo black-out senza conseguenze dato che, in automatico, partirono i due gruppi elettrogeni in stand-by. Secondo giorno alla stessa ora, più o meno, altro black-out e così via fino al quarto giorno nel quale, alla stessa ora, scendendo a piedi per andar in macchina, trovai al piano coperta il cuoco che stava entrando in un locale dove erano sistemate le valvole di intercettazione vapore in coperta. Lo chiamai e chiesi cosa stesse facendo. Lui rispose che stava andando ad aprire vapore al bollitore dell’acqua in cucina. Lo invitai a proseguire il suo lavoro.... e come ebbe aperto due valvole, ecco che manca la luce e contemporaneamente, arriva alle mie orecchie il rumore della partenza dei gruppi (i nostri come li chiamavamo a bordo). Così scoprii un errore nell’impianto che correggemmo subito.
Dopo la prima caricazione, la prima discarica la facemmo a Milazzo pressa la raffineria dell’Armatore. Andò tutto abbastanza bene ed alla fine partimmo per il primo grande viaggio: Milazzo - Kuwait, 30 giorni di navigazione doppiando il Capo di Buona speranza!
A Mina al Ahmadi facemmo la prima caricazione in automatico, pensate dalla segreteria del carico, programmato il piano di carico, ruotando un commutatore, iniziava la sequenza di caricazione, senza nessuna persona in coperta. Pensate con una temperatura di 45/48° all’ombra!! Il personale se ne stava nella centrale carico con aria condizionata!!
Il viaggio di ritorno, altri 30/32 giorni verso Milazzo avvenne senza particolari avvenimenti.
Facemmo altri viaggi sempre Italia o Nord Europa Golfo persico nei quali si ebbero altre emergenze fino a Luglio, mese nel quale la maggior parte dell’equipaggio, io compreso sbarcava, dopo i lavori di garanzia presso l’Italcantieri di Genova Sestri ponente.
Volete sapere la canzone che cantavamo tutti nel corso dell’imbarco? Ve la ricordate.... Luglio col bene che ti voglio vedrai che arriverà ah ah ah ah...., che era di moda quella estate del ’68, che cantava Del Turco? Sì era proprio quella!!!
Bene, da quel momento, ci furono altri imbarchi, altre avarie anche più gravi, (fermi in mezzo al mare anche più di due giorni, per riparazioni), passarono gli anni fino ad Aprile del 1972 , quando entrai a far parte di un’altra grande famiglia, quella del Registro Italiano Navale, nella quale pensavo di entrare fin da ragazzo, e nella quale rimasi fino al 1995, quando andai in pensione, anche se dopo ho continuato e continuo ancora a fare il consulente tecnico. Il mare comunque non l’ho mai lasciato e penso non lo lascerò mai.
Ma questa è un’altra storia che, penso Vi farò conoscere in seguito.
Sperando sempre di leggere anche vostre esperienze sulla nostra rivista, Vogliate gradire un mondo di saluti ed un mare di abbracci.
|
|
Gravano Luigi (Gino)
|
|
|