La Voce dell'A.LP. - Numero 8 - Uomini dell'A.LP. di ieri e di oggi al comando - Ezio Nazari: Cittadino del pianeta mare (Giuseppe Milazzo, Bruno Aloi, Huang Lemei)

Ho avuto la fortuna di conoscere Ezio Nazari alcuni anni fa. Tra noi, in breve tempo, si era sviluppato un buon rapporto di amicizia, cementato dai comuni interessi. Ezio era una persona squisita, cordiale ed estremamente buona ed era impossibile non volergli bene. Se la gentilezza era una caratteristica del suo carattere, la generosità era, probabilmente, parte integrante della sua personalità. Tanti, tra coloro che l’hanno conosciuto e amato, possono raccontare molti episodi e aneddoti a questo riguardo. Ezio era, come si suol dire, un autentico signore ed aveva un modo di comportarsi semplicemente ammirevole. Era anche una persona estremamente giovane, incapace di pensare a se stesso in termini “anagrafici”, sempre proteso com’era verso il futuro, nel desiderio di realizzare eventi o iniziative che potessero essere utili alla comunità e potessero lasciare un segno importante. Ezio era un uomo sensibilissimo, un grande amante della bellezza, prima di ogni altra cosa: in questo senso è facilmente comprensibile il suo grandissimo amore per le arti, in ognuna delle loro forme. Era un instancabile divoratore di libri, considerava la poesia come il modo autentico di comunicazione tra gli uomini, era un appassionato cultore della buona musica e un finissimo appassionato delle opere d’arte, fossero dipinti o fotografie. Era un uomo libero e aveva una mentalità curiosa ed estremamente aperta; in una società come la nostra che sta affrontando rapidi cambiamenti, era convinto che l’unica soluzione possibile per un’autentica forma di convivenza fosse la vera conoscenza dell’“altro”, del “diverso da noi”. Come ogni persona modesta e saggia al tempo stesso, sapeva che c’è sempre qualcosa da imparare… e si è comportato in tal modo fino alla fine, assetato di conoscenza, come sempre l’avevo conosciuto. Era un uomo che aveva il dono della Fede e ha affrontato i suoi ultimi mesi con grande forza, rappresentando un esempio per tutti noi. Soprattutto, va sottolineato, ha fatto molto per la nostra città, in questi anni, e avrebbe sicuramente meritato maggior considerazione da chi ci amministra. Le sue poesie – prime fra tutte quelle raccolte nel suo libro Fiori d’alga – ci danno un’idea del cuore grandissimo e della estrema sensibilità che egli possedeva. Ci mancherai, Ezio: vogliamo pensarti in viaggio, come facevi sempre quando lasciavi la nostra città e ti assentavi per qualche tempo. Ma, molto di te rimarrà per sempre con noi.
Giuseppe Milazzo
È sempre difficile parlare di un amico e collaboratore che scompare nel pieno dell’attività e nel mezzo di progetti che ci vedevano impegnatissimi nella fase di attuazione. Con Ezio abbiamo diviso l’appartenenza al Collegio Nazionale Capitani ed all’International Committee for Christopher Columbus in una visione globale della cultura, marinara in primis. L’arte del navigare, come ben si diceva una volta, ci ha portati ad avere contatti con culture differenti ed a tutte le latitudini. Per noi la figura di Cristoforo Colombo era legata soprattutto a quel fatidico 12 ottobre 1492, data che resta indelebile su ogni libro di storia di tutti i continenti perché dischiudeva per l’Europa la porta del Nuovo Continente: l’America. Ma la nostra visione era su Colombo quale uomo di mare, e su tutta la schiera di grandi o piccoli navigatori che hanno dato un volto alla sfera terrestre. Una voglia di conoscere, di aprire nuovi orizzonti, apprezzare nuove culture, confrontarsi, apprendere nuove forme d’arte e il tutto con l’occhio della gente di mare per la quale la patria è il mondo stesso ed i naviganti giapponesi, finnici, filippini, polacchi, russi e di altre nazionalità, parlano tutti la stessa lingua che viene dal lavoro sul mare. Per noi parole come integrazione, fratellanza, rispetto delle proprie e differenti origini, avevano un significato vero che ci ha portati a creare manifestazioni sull’arte e cultura del mondo precolombiano, della Cina che considerava un po’ la sua seconda patria, del continente africano, anche con una serie di gemellaggi che hanno coinvolto città, scuole, accademie, biblioteche. Quello che più ci ha appagati sono stati gli attestati di riconoscenza avuti dagli amici all'estero, in Grecia, Repubblica Dominicana, Panama, Siria, Cina, Costa d’Avorio, Bolivia, Perù, Ecuador. E la valanga di messaggi ricevuti quando si è sparsa la voce della sua morte, testimoniano che abbiamo seminato bene. Di Ezio mi rimarrà impressa nella mente e negli occhi, il nostro ultimo colloquio al San Paolo di Savona. Sapeva di avere il tempo contato eppure mi parlava delle nostre prossime manifestazioni, di progetti e incontri, come se fosse sicuro di uscire il giorno dopo. Volle tenersi la copia di un giornale che metteva in risalto il gemellaggio prossimo tra Camogli e Sabana de la Mar (Dominicana), anche perché era presente agli incontri fatti in Comune nella città dei mille bianchi velieri. Sono sicuro che per lui non ci sarà un Paradiso "terricolo" ad accoglierlo, ma un Comitato di gente di mare riconoscenti per una persona che ha passato la sua vita a valorizzare e celebrare un mondo che va purtroppo scomparendo.
Bruno Aloi
La scomparsa di Ezio, ha rappresentato per me e per tutti i cinesi che abitano a Savona e che l’hanno conosciuto, un motivo di grande dolore. Ezio amava profondamente la Cina, il mio Paese di origine: per molti anni ne aveva studiato la storia, la cultura, le tradizioni, con un senso di grande amore e rispetto. Chi aveva la fortuna di poter visitare la sua casa non poteva che rimanere colpito dalla presenza di tanti oggetti che rimandavano alla Cina: libri, dipinti, statuette, dischi di musica classica e tradizionale, fotografie e dvd. Ezio era molto conosciuto in Cina, in particolare nel Guangdong, una provincia in cui si era recato più volte nel corso degli ultimi anni, instaurando un grande rapporto di amicizia con molti esponenti del mondo dell’arte, della politica, della cultura. Tra gli altri, aveva conosciuto il prof. Du Jian Gang, un compositore del mio Paese molto famoso e apprezzato, lady Annie Wong, Presidente dell’omonima Fondazione d’arte di Guangzhou, e i signori Liu Chang An e Chen Chungsheng, rispettivamente Segretario e Vicesegretario della Federazione dei Circoli Artistici e Letterari di Guangzhou. Lo scorso mese di giugno, inoltre, aveva fatto venire in Italia il prof. Yao Lining, Presidente del Guangdong College of Industry & Commerce e del Maritime College di Guangzhou e Guangdong, cui aveva consegnato il Premio Internazionale Cristoforo Colombo e il Mare per aver egli favorito gli scambi culturali con l’I.T.C. Boselli di Savona, contribuendo a propagandare in Cina la Regione Liguria attraverso il suo figlio più noto all’estero: Cristoforo Colombo. Ezio amava anche scrivere poesie. Una di queste, Soul of China, scritta in lingua inglese, è stata letta nel 2002 nel corso di una trasmissione televisiva vista in 17 province della Cina; successivamente fu tradotta in lingua cinese dalla signora Zhang Wei e trascritta nei due caratteristici stili calligrafici cinesi. Ezio era una persona buona e generosa e ci è stato tanto vicino, in questi anni, soprattutto nei momenti meno felici. Ha fatto tanto per aiutare l’integrazione di molti Cinesi a Savona e, negli ultimi anni della sua vita, si è battuto con forza per abbattere i muri di pregiudizi nei nostri confronti, cercando di far conoscere a tanti Savonesi l’arte e la cultura del mio Paese, nel desiderio di avvicinare quanto più possibile le nostre due comunità. Non si scoraggiava mai: amava ripetere che il suo era il lavoro di una formica, che agisce in silenzio, senza che nessuno se ne accorga; ci si accorge di lei solo quando il suo lavoro è compiuto. Ezio era una persona davvero speciale e sarà sempre nei nostri cuori.
Huang Lemei